Superare la paura di non essere accettati | Perché è importante

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La paura di non essere accettati è tra quelle che vantano le radici più profonde nella storia di noi esseri umani.

Sin dalle origini dell’uomo, se ci pensi, far parte di un gruppo di propri simili poteva fare una differenza notevole in termini di sopravvivenza. Vivere insieme significava poter suddividere le mansioni tra i membri di una stessa cerchia: c’era chi si occupava di procacciare il cibo, chi di difendere il gruppo dai pericoli esterni, chi ancora di crescere la prole, perlustrare i territori o scoprire nuove opportunità.

Puoi dunque capire perché la paura di non essere accettati sia così profondamente scritta in ognuno di noi. Ancora oggi, la socialità e la condivisione con una cerchia di persone, che possono essere familiari, colleghi o amici, ha una forte rilevanza per il nostro benessere. Abbiamo bisogno di sentirci amati e accettati. Tuttavia ti domando: a che prezzo?

Perché vedi, la questione di cui voglio parlarti oggi riguarda proprio il prezzo che dobbiamo pagare per stare insieme agli altri. Vivere o convivere con altre persone, condividere luoghi, tempo e spazi, richiede sempre la ricerca di un compromesso. Le persone coinvolte nella relazione devono essere in grado di instaurare un rapporto alla pari, darsi vicendevolmente spazio per esprimere la propria personalità in piena libertà.

Il problema si presenta quando il timore di non essere accettati è invece eccessivo, tanto eccessivo da poterti spingere a “snaturare” il tuo modo di essere e il tuo carattere per andare incontro ai desideri altrui, per compiacere il prossimo e farti accettare per chi in realtà non sei.

In questo caso, rischi di allontanarti da te stesso, di iniziare a condurre una vita che non è la tua. Vorrei aiutarti ad evitarlo.

Di cosa si alimenta il timore di non essere accettati?

Nel corso della mia carriera ho incontrato migliaia di persone e ho capito che, se è vero che ognuno di noi è unico e ha una propria personalissima storia alle spalle, è altrettanto vero che per tutti, nessuno escluso, il primo passo per risolvere la maggior parte dei propri problemi è una forte presa di consapevolezza.

Vale anche per chi desidera superare la paura di non essere accettati.

“Cosa vuol dire prendere consapevolezza, Dario?”

Ecco, cerchiamo di chiarire, perché alcuni credono che essere consapevoli equivalga a riconoscere l’esistenza del problema, ma in realtà è una fase ben distinta. Riconoscere il problema significa prendere atto di avere qualcosa che non va, di nutrire un malessere che necessita di attenzione. Prendere consapevolezza significa invece agire in modo attivo per risalire alle origini del problema.

In pratica, devi capire come e perché si verifica il tuo malessere e quali comportamenti, pensieri o “vecchi programmi” devi impegnarti a modificare per dare inizio a un cambiamento più grande e in positivo, avviando quello che può diventare un grande effetto domino di cambiamenti in meglio.

Il più delle volte, alla base del timore di non essere accettati dagli altri vi è una profonda insicurezza, spesso accompagnata dal bisogno di sentirsi amati, accettati e apprezzati dagli altri. Quando tale insicurezza e bisogno si manifestano con forza, la paura di non essere accettati si presenta con altrettanta prepotenza. Ci sentiamo fragili e indifesi e dentro di noi non crediamo che gli altri ci possano apprezzare veramente.

Tuttavia, non possiamo risolvere nulla accettando compromessi che non sentiamo essere in linea con noi stessi o prendendo scelte che non ci rispecchiano pur di sopperire a quelle che percepiamo come nostre mancanze.

C’è un’unica soluzione: fare un passo indietro.

Fare un passo indietro (e due avanti)

Fare un passo indietro (e due avanti) significa che l’unico modo per procedere davvero è quello di “uscire temporaneamente dai giochi”.

Vedi, fingere di essere una persona diversa può aiutarti a entrare in un certo gruppo di persone, a farti apprezzare di più, a farti considerare sotto un’altra luce… ma è una semplice illusione. Non saresti tu ad essere accettato, amato o apprezzato, sarebbe il tuo alter ego fittizio. Vivresti una bugia. Senza contare che, non potendo dar spazio alla tua dimensione interiore in maniera sincera e onesta, continueresti a soffrire.

Perché fingersi una persona diversa non vuol dire essere accettati: vuol dire elemosinare attenzione, con l’aggravante di far crescere il proprio senso di inadeguatezza e alimentare, ancora una volta, le proprie insicurezze.

Essere sé stessi è molto più difficile e richiede molto più coraggio, ma dà anche più soddisfazione e ti porta a sperimentare un senso di libertà e pienezza differente, più profondo.

Compiere un passo indietro per superare la paura di non essere accettati vuol dire innanzitutto accettare di non essere perfetti. Nessuno di noi lo è. Non per questo meritiamo di essere amati di meno, o di essere lasciati soli e in disparte.

Pensaci: le persone che ti sono care non hanno difetti? Non intravedi in loro neppure una mancanza? Improbabile, a meno che tu non le stia idealizzando.

Anche tu puoi godere di quella stessa libertà.

Ammetti di avere delle imperfezioni, dai libero spazio alle tue contraddizioni, datti modo di sbagliare e mostra chi sei realmente.

Mostrando le tue ferite e insicurezze ti darà modo di scoprire quelle degli altri, di condividere esperienze, di creare relazioni vere e un dialogo basato sull’empatia. A costruire, in definitiva, rapporti più sani, equilibrati e appaganti. Anche con te stesso. Sono questi i tuoi due passi in più.

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Lasciarsi alle spalle la paura di non essere accettati

Per tirare le somme, se inizi a compiere delle azioni o ad adottare certi atteggiamenti soltanto per entrare a far parte di un gruppo, a poco a poco finisci per allontanarti e fuggire da te stesso. Per questo tipo di fuga non vi sono soluzioni.

Fingere di essere chi non sei e vivere una vita che non è la tua non ti porterà a risultati di valore, né ti darà gioia. Ti permetterà soltanto di colmare per un po’ il tuo bisogno di sentirti accettato, il tuo vuoto interiore, ma nel giro di poco non sarà comunque sufficiente.

Il mio consiglio è invece di rintracciare le origini del problema, di correre il rischio di essere rifiutato dagli altri pur di iniziare a dare un piccolo spiraglio di speranza alla tua parte più vera e autentica.

Devi decidere tu.

Devi imboccare la tua strada, scegliere con decisione e risolutezza di non voler più essere assoggettato alla paura.

Non lasciare che l’energia che hai dentro rimanga nascosta dietro a ciò che non hai il coraggio di affrontare. Ti meriti di più. Ti meriti che quell’energia esca, si sprigioni in tutta la sua prorompenza e ti porti a splendere.

Non vedo l’ora di poter assistere a uno spettacolo tanto meraviglioso.

Dario Silvestri

Practice, Dedication, Results