Paura della felicità: attento a ciò che desideri, potresti ottenerlo

Paura della felicità

Non penseresti mai che esista la paura della felicità. Eppure è reale. E magari non sai di nutrirla anche tu.

Una volta mi è stato raccontato un sogno. In questo sogno, la persona in questione saliva su un aereo e, mentre era in quota, sbirciava il panorama fuori dal finestrino, un panorama davvero meraviglioso. D’un tratto, però, veniva colta da una fortissima paura dell’altezza.

Benché molto semplice, il sogno era stato particolarmente preciso nel rivelare come quella persona si sentisse in quel periodo. Tutto le stava andando bene, sia da un punto di vista relazionale che professionale, ma nonostante questo si sentiva insicura e spaventata. E nel momento in cui le ho domandato il perché di queste sue sensazioni negative, la risposta è stata illuminante:

“Credo di aver paura della felicità. Alle difficoltà sono abituato, ma la felicità come si affronta?”

La felicità è una meta che consideriamo utopica: tutti diciamo di volerla, ma sembra sempre fuori portata. In realtà la vera illusione è l’idea di non poterla ottenere.

Paura della felicità: Siamo programmati per l’infelicità

Ciò che quella persona mi ha rivelato è di fatto alla base della condizione dell’essere umano. Se ci rifletti su, ti renderai conto che l’infelicità e l’insoddisfazione sono due ingredienti fondamentali per l’esperienza umana, senza i quali sarebbe venuta a mancare l’evoluzione stessa della nostra specie.

È infatti a partire dalle difficoltà che, forti del nostro ingegno, iniziamo a cercare soluzioni. Se non ne troviamo di praticabili, finiamo addirittura per crearne di nuove dal nulla. Siamo programmati per questo. Ed è per questa ragione che, ogni volta che raggiungi un obiettivo, inizi a spostare automaticamente l’asticella poco più in là. Nutrire desideri e obiettivi fa parte del tuo DNA. Vi abbiamo anche dato un nome che è carico di significati positivi: ambizione.

L’illusione dell’essere felici di ciò che si ha

Secondo alcuni, la chiave della felicità è far propria la capacità di accontentarsi. C’è della verità in questo, ma chi si crogiola in questa convinzione ha spesso la tendenza a fermarsi e a mettere la propria vita in stand-by. Ed è un’altra faccia della paura della felicità. Imparare ad apprezzare ciò che si ha è un valore soltanto se lo considera come punto di partenza e non come un punto di arrivo.

Cerco di spiegarmi meglio.

Se ti guardi intorno e inizi a valutare ciò che hai, in termini di risorse sia materiali che interiori e cercando di adottare un punto di vista obiettivo, allora stai facendo un esame della tua realtà. Ed è utilissimo, perché ti permette, a conti fatti, di capire su quali elementi puoi far perno per agire e realizzare i tuoi obiettivi.

Andando un passettino oltre, questo esame di realtà ti permette di comprendere dove ti trovi lungo il tuo percorso, di capire a che punto sei rispetto ai risultati che vuoi ottenere.

Nella sua accezione più minimale, invece, “accontentarsi” equivale a fermarsi e a desistere di fronte alla sfida, ad abbandonare i propri sogni magari ancora prima di aver provato a realizzarli. È un punto di arrivo illusorio, perché sei ancora fermo alla linea di partenza, ma nel momento in cui tutti si preparano a spiccare il balzo e a correre verso la meta, tu stai già riponendo le bellissime scarpe da corsa che hai ai piedi e preparandoti a tornare a casa. Non hai nemmeno iniziato la gara, non sei in gioco. La paura della felicità ti ha inchiodato al punto di partenza.

La felicità è questione di equilibrio

Alla luce di quanto ho detto, è facile intuire quale sia l’equilibrio da raggiungere e su cui occorre imparare ad attestarsi per abbandonare la paura della felicità e riuscire davvero a essere felici. Da una parte, devi comprendere quali sono le tue risorse e metterle a frutto, nonché imparare a gioire di ogni piccolo successo che riesci a conseguire lungo il tuo percorso. Dall’altra, invece, è importante che tu abbia ben chiaro in mente il tuo obiettivo, il progetto verso il quale sei orientato.

La felicità si concretizza nel tuo modo di confrontarti col mondo, nella tensione che ti spinge costantemente a porti in una sana e stimolante sfida con te stesso e che, a sua volta, alimenta la tua voglia di cambiare, migliorare e diventare costruttivo nei confronti del tuo futuro.

È dunque da sfatare l’idea che la felicità non sia né reale, né raggiungibile, come magari ti hanno insegnato. Così come la convinzione che la felicità sia in qualche modo sbagliata o inopportuna.

È vero invece il fatto che sia incredibilmente difficile da accettare. Perché per essere felici bisogna avere coraggio.

Abbandona la paura della felicità

Lasciarsi alle spalle la paura della felicità significa trovare il coraggio di essere felice. Pensa di nuovo al sogno che ti ho raccontato: la dice lunga sulla nostra capacità di essere felici, non trovi? Immaginarsi come persone felici è molto piacevole, ma solo finché la felicità, così come la viviamo e immaginiamo nella nostra mente, diventa il metro rispetto al quale misurare la nostra infelicità: siamo così abituati a percepirci e a viverci come infelici, insoddisfatti e scontenti che tale condizione finisce per diventare parte integrante della nostra identità. Senza i nostri insormontabili problemi, del resto, chi saremmo?

Avere il coraggio di abbandonare questa immagine di noi stessi tanto radicata in noi e a cui abbiamo aderito per tanto tempo non è affatto facile. Per questa ragione, non solo bisogna imparare a mettere da parte la paura della felicità, ma anche ad accettare la felicità come una condizione possibile e realizzabile. Se temiamo che possa andare a destabilizzare i nostri equilibri più radicati e rassicuranti, ci blocchiamo.

Perché temiamo di raggiungerli davvero, quei risultati che desideriamo, quei sogni che nutriamo fin da bambini, quegli obiettivi che diciamo tanto di voler realizzare. Temiamo che, una volta coronati, potremmo accorgerci che non fanno esattamente per noi. E a quel punto, che cosa ci rimarrebbe?

Inizia ad essere felice adesso

Se leggendo quanto ho scritto fino ad ora ti sei ritrovato, anche in minima parte, ho un messaggio per te:

Lascia che siano i tuoi obiettivi a definirti, non le tue paure

Non accettare di rimanere schiavo della tua paura della felicità. Non accontentarti e non lasciarti imbrigliare da uno stato di fuga continua da te stesso e dalle tue potenzialità. Affronta le tue paure e inizia a costruirla, la tua felicità. E inizia a farlo adesso, perché ogni secondo che passa è un secondo perso.

Dentro di te lo sai bene: se lo vuoi davvero, tutto è possibile. Anche e soprattutto essere felici.

Dario Silvestri

Practice, Dedication, Results