Autosabotaggio inconscio: le trappole della mente

Autosabotaggio inconscio

L’autosabotaggio inconscio è un concetto che è bene conoscere. Te ne voglio parlare perché può rappresentare un vero e proprio freno alla realizzazione dei tuoi obiettivi.

In  che modo? Influendo negativamente su tutti gli aspetti della tua vita, a partire dalla tua crescita professionale e personale fino ad arrivare al tuo benessere emotivo e relazionale. Nei casi più gravi, può persino colpire la salute.

Conosco molto bene l’autosabotaggio inconscio, ed è proprio per questo che penso sia fondamentale che tu impari a riconoscerlo, così come a comprendere quali azioni stai mettendo in atto seguendone la dinamica. Trasformando l’autosabotaggio da “inconscio a conscio”, potrai passare allo step successivo: disinnescarlo.

Che cos’è l’autosabotaggio inconscio?

L’autosabotaggio inconscio è, alla lettera, un meccanismo per il quale finisci per sabotarti da solo senza neanche rendertene conto, finendo spesso per attribuire la colpa del tuo fallimento ad agenti esterni.

Mi spiego con un esempio: fai finta che ci sia un lavoro che desideri ottenere a tutti i costi. Sei convinto, deciso, lanciato. Tuttavia, il giorno del colloquio finisci per arrivare tardi all’appuntamento, dimenticarti gli esempi del tuo lavoro che ti avevano espressamente chiesto di portare e magari hai pure la maglia macchiata.

“Colpa dell’ansia”, “Se la lavatrice non si fosse rotta una settimana fa…”, “Se soltanto i pullman funzionassero a dovere!”, “Ci sarà stato il solito raccomandato”…

Avresti potuto preparare gli abiti e il materiale con il dovuto anticipo e puntare la sveglia molto prima del solito, per esempio. Oppure prepararti in maniera ineccepibile così da far sfigurare l’eventuale candidato favorito.

Eppure le cose sono andate in modo molto differente. Vuoi sapere perché? Perché sotto sotto quel lavoro ti spaventava. Su carta era perfetto per te, ma dentro eri convinto di non meritartelo e di non essere all’altezza.

Il lato oscuro della tua mente

La tua mente ti conosce molto meglio di quanto immagini. Sa benissimo quali siano le tue paure e le tue debolezze. Nell’esempio che ti ho fatto, la tua mente sapeva che ammettere a te stesso di non crederti abbastanza in gamba ti sarebbe costato davvero troppo in termini di sofferenza e orgoglio. Quindi che ha fatto? Ha trovato una soluzione “indolore” che ti potesse accontentare sotto tutti i punti di vista.

Da una parte, ti ha fatto fare ciò che dovevi per raggiungere l’obiettivo che credevi di desiderare (presentarti al colloquio); dall’altra, ha cercato – per quanto possibile – di sabotarti (sveglia impostata male, bus in ritardo, ecc.).

Il risultato è che ti senti interiormente alleggerito (non aver ottenuto il lavoro significa non dover affrontare i tuoi timori più profondi) ma all’esterno puoi continuare a “recitare la parte” di chi purtroppo è rimasto vittima di un insieme di sfortunati eventi.

Ovviamente gli esempi potrebbero essere infiniti. Quello che a me preme è averti fatto comprendere il concetto e averti mostrato, in qualche modo, uno dei lati oscuri della nostra mente.

C’è comunque un aspetto da tenere in considerazione. Se ci pensi, infatti, la tua mente non sta facendo altro se non proteggerti da te stesso. Non solo: è al 100% dalla tua parte. In un modo o nell’altro, ti ha portato a conseguire il tuo traguardo, quello che desideravi davvero, senza finzioni.

Pensa inoltre a quanto spreco di energia ci sia in tutti questi meccanismi. È un’energia che, se diretta in modo sano e consapevole, avrebbe il potenziale di farti raggiungere qualsiasi vetta.

Apri gli occhi, smettila di autosabotarti

Disinnescare l’autosabotaggio inconscio è possibile. Lo so bene perché l’ho vissuto molte volte sulla mia pelle e, permettimi il gioco di parole, posso dire che mi è anche quasi “costato” la pelle. Quindi credimi quando ti dico che so altrettanto bene che l’unica maniera per disinnescare questo meccanismo è quella di capire da quale fonte ha origine e, così facendo, smontarne le dinamiche pezzo per pezzo.

Spesso l’origine di queste dinamiche è la storia che abbiamo alle spalle. Il più delle volte si tratta di convinzioni su noi stessi che hanno piantato radici nella nostra mente gradualmente, facendosi strada nei nostri pensieri come piante infestanti. Così come possono essere insicurezze e paure che ci portiamo dietro da tempi insospettati e che non ci siamo mai decisi ad affrontare. Il problema è che, continuando a ignorare un confronto diretto con noi stessi, questi pensieri e questi timori non diminuiranno. Anzi, continueranno a crescere e a influire sui nostri comportamenti, impedendoci di ambire a traguardi più grandi.

Oltretutto, in periodi particolarmente bui e difficili l’autosabotaggio può diventare ancora più incisivo, finendo per far deteriorare una situazione dall’equilibrio già di per sé precario.

Come fare, allora?

Come disinnescare l’autosabotaggio inconscio

Il consiglio che ti do è quello di smascherarti, se non altro di fronte a te stesso. Smettila di far ricadere la colpa dei tuoi insuccessi sugli altri, di sentirti vittima di un destino infausto e di attribuire tutto al caso. Ripercorri la tua storia e cerca di individuare le tue debolezze, riconoscere le tue insicurezze.

Nell’esempio che ti ho fatto prima, la paura di non sentirsi all’altezza deriva probabilmente dal modo in cui ti hanno cresciuto, dall’esserti sempre sentito ripetere che non avresti combinato nulla nella vita, che non eri abbastanza bravo, capace, brillante, ecc. Tu, invece, come la pensi?

Inizia a smascherarti e a usare onestà nei tuoi confronti. Ammettendo di non sentirti all’altezza, dai modo alla tua mente di “riposare”. Non dovrà più trovare il modo di ostacolarti, né escogitare sistemi per accontentarti. Sono tutte energie che verrebbero risparmiate e che potrebbero essere messe a frutto in modo più costruttivo per te. Potresti ad esempio impiegarle per superare quel senso di inferiorità che ti ammorba e che non ti permette di proseguire con più disinvoltura verso il tuo obiettivo.

Risultato? Arriveresti impeccabile e puntuale al colloquio, pieno di timori ma consapevole di te stesso, certo di poterti presentare nella tua autenticità più totale. Il colloquio a quel punto non sarebbe più soltanto un’opportunità per un lavoro, ma il primo passo che avrai compiuto per affrontare, finalmente e una volta per tutte, i tuoi lati meno sicuri e sfrontati.

Nulla ti assicura che farai centro col tuo potenziale datore di lavoro, ma è altrettanto vero che potrai dire di averci provato fino in fondo. L’importante è sapere che, se vuoi, la tua mente ti porterà ovunque tu desideri arrivare.

Dario Silvestri

Practice, Dedication, Results